CAMMARATA VS LAVAVETRI
Anche a Palermo è guerra contro i lavavetri.
Sabato scorso, all’incrocio di
via Perpignano, sono stati arrestati dalla polizia sette extracomunitari “lavavetri”, quattro
marocchini e sette bengalesi. Il blitz è scattato dopo le segnalazioni di
alcuni automobilisti che hanno richiesto l’intervento della polizia, accusando
i lavavetri di averli minacciati per non aver voluto pagare il servizio . A detta degli
automobilisti, di alcuni commercianti della zona, che avevano già fatto
segnalazioni alle forze dell’ordine e dal presidente dei Giovani di
Confindustria Palermo, Margherita Tomasello, i lavavetri insultavano e
minacciavo gli automobilisti non disposti a pagare, divenendo così ,
addirittura, un pericolo per l’ordine pubblico. I migranti sono stati ora spostati in alcuni CPT dell’isola in attesa di essere espulsi. Così,
anche a Palermo, dopo Firenze e Bologna , è iniziata la caccia ai lavavetri, la
polizia assicura di voler continuare a pattugliare la zona, onde evitare
spiacevoli incidenti , magari … con le bottigliette di plastica,utilizzate per
lavare i parabrezza!
Il diritto di decidere sui nostri
corpi dovrebbe essere l’elemento su cui si basa la società contemporanea, ma
così non era e così non è. Le donne hanno conquistato con la lotta alcuni dei
diritti che ad oggi sono loro riconosciuti, come ad esempio il diritto
all’aborto. La legge 194 è una conquista per le donne, per la loro libertà di
scelta, per la loro salute, ma la legge in questione va cambiata, va eliminato
l’articolo 9 che prevede l’obiezione di coscienza. La legge 194 sancisce il
diritto di ogni donna di decidere della propria vita e poi, con un assurdo
controsenso, limita lo stesso permettendo a dei bigotti clerico-fascisti di
decidere al posto della donna, opponendo il veto alla richiesta di aborto,
rifiutandosi quindi di fornire un servizio. La presenza degli obiettori nei consultori, negli ambulatori e negli
ospedali limita la libertà di ogni donna, ne lede la salute e favorisce
l’aborto clandestino. L’obiettore di coscienza, tra l’altro, non rifiuta solo
l’interruzione volontaria di gravidanza ma non prescrive nemmeno la “pillola
del giorno dopo”, cadendo anche in un errore scientifico: è provato che la
pillola del giorno dopo non interrompe una gravidanza in atto ma blocca 
L’EuroMayday Parade è una manifestazione transnazionale di precari e
migranti che si tiene ogni primo di maggio in decine di città europee.
La prima Mayday Parade si è tenuta a Milano nel 2001 (oggi vede la
partecipazione di 100.000 persone ogni edizione) e dal 2004 si è
diffusa in tutta Europa (v. la Middlesex Declaration). Nel 2006
l’EuroMayday Parade è stata lanciata da una azione in stile pink block
nel quartiere UE di Bruxelles, e nel 2007 un blocco di supereroici
della EuroMayday si è unito alle mobilitazioni contro il G8 a Rostock e
Heiligendamm. L’EuroMayday Parade è un processo che cerca di mettere al
centro la lotta contro la diffusa precarizzazione dei giovani e la
discriminazione contro i migrandi in tutta Europa e non solo: no ai
confini, no al workfare, no alla precarietà! 







