CALL CENTER ? no grazie !!
Questa mattina alla facoltà di lettere e filosofia è stato presentato il film che affronta il tema della precarietà " TUTTA LA VITA DAVANTI " di Virzì , e noi eravamo li' presenti ed abbiamo intervistato la protagonista del film, una giovane palermitana , Isabella Ragonese.
ascolta l'intervista a Isabella Ragonese sul film :
L'inferno italiano di inizio Millennio è un luogo di lavoro - precario,
ovviamente - che sembra un incrocio tra un villaggio vacanze e un reality show.
In cui si comincia la giornata cantando e ballando, come in un musical. In cui
la caporeparto è una sorta di maestrina sadica che dispensa premi e punizioni.
In cui le ragazze vengono licenziate come in un'eliminazione del Grande
fratello. In cui l'apparente allegria nasconde violenza, brutalità, orrore. E
un'ansia del futuro che lì - in quel call center in mezzo al nulla, tra Roma e
il suo aeroporto - accomuna tutti. Vittime e carnefici, manager e soldatini
semplici.
Il tutto raccontando - ed è questo l'altro suo grande merito - un mondo di cui
si parla molto, ma che pochi mostrano: quello, appunto, dei lavori part-timedei
contratti a progetto, dei call center a 400 euro al mese. Un universo
sottilmente totalitario, ma col sorriso: ci si sveglia con l'sms incoraggiante
della capufficio, si canta e balla appena insediati alla scrivania, i migliori
vengono premiati. "Un inferno di sottoccupazione ancora più beffardo -
spiega Virzì - in quanto rivestito di scintillante modermità: telefonini,
computer. Ma che riguarda davvero gli 'ultimi della società'". Ed è in
questa realtà senza certezze né legge che si muove la protagonista del film,
Marta (Isabella Ragonese, già vista in Nuovomondo di Emanuele Crialese):
fresca di laurea in filosofia con lode, priva di qualsiasi raccomandazione,
vede le porte del mondo accademico chiudersi. E allora finisce per fare la baby
sitter alla figlia della bella e sbandata Sonia (Micaela Ramazzotti), e comincia
anche a lavorare nel call center dell'azienda Multiple, specializzata nel
vendere un apparentemente miracoloso elettrodomestico. Lì, sotto la direzione di una Sabrina Ferilli
versione kapò, Marta all'inizio si trova bene. Cominciando a familiarizzare con
le bizzarre regole del posto. Appassionandosi, spinta dalla colleghe, al Grande
fratello televisivo. Stringendo amicizia col fragile venditore aziendale Lucio
2 (Elio Germano). Arrivando a conoscere da vicino le miserie familiari ed
esistenziali del boss Claudio (Massimo Ghini). Per poi finire per vuotare il
sacco col sindacalista Cgil Valerio Mastandrea, con conseguenze
imprevedibili... E portando alla luce la brutalità e la violenza (fisica, non
solo morale) che si cela in questo tipo di organizzazioni.
Il risultato è un film crudissimo, una vera e propria black comedy. "Ma io
credo che qualcosa di buono dal film emerga - conclude il regista - ad esempio,
nella solidarietà tra due persone diversissime come Marta e Sonia. O tra donne
di tre generazioni diverse. Perché invece, anche sul lavoro, la malattia più
terribile è la solitudine: se non è esperienza di relazione resta solo
inciviltà. Aumenta il prodotto interno lordo, ma non la qualità della nostra
vita".
Guarda il trailer del film :




